IL MIO SECONDO VBAC, una vittoria ancora più grande, la forza di una mamma non ha limiti!

Dopo più di 1 mese dalla nascita, dopo aver combattuto e lottato per AVVIARE L’ALLATTAMENTO (il mio terzo) con difficoltà, è finalmente arrivato il momento di raccontarti il mio secondo VBAC (il mio primo lo racconto qui: IL MIO VBAC) , è stata una vittoria ancora più grande del primo, un viaggio che mi ha “uccisa” psicologicamente per 2 giorni, ma un parto che mi ha ripagata di ogni cosa, un parto che mi ha fatto capire che se mai arriverà un quarto figlio dovrò organizzarmi per farlo in casa!!!

Inizio col dirti che in gravidanza (TERZA GRAVIDANZA) ho sempre vissuto nel dubbio “al momento del travaglio riuscirò ad arrivare a Rimini o andrò nell’ospedale vicino casa?“, sapevamo che sarebbe nata prima (dpp 26 gennaio) e abbiamo anticipato tutte le analisi e le cose da fare, lunedì 7 gennaio vado a fare la cartella pre ricovero (vicino a casa) e parlando con il ginecologo di turno (che mi aveva visitato e detto che ero dilatata di 3 cm) mi convinco che posso stare serena di fare il mio secondo VBAC vicino a casa.

L’indomani mattina (37+3) rompo il sacco! Sveglio il marito che ha fatto il turno di notte e gli chiedo di portarmi all’ospedale vicino casa, lui insiste per portarmi a Rimini, perchè sa che la mia serenità e tranquillità è molto importante, ma sono convinta…rimanere vicina casa con altri 2 figli era la soluzione migliore, ed essendo risultata positiva allo streptococco prima arrivavo in ospedale e iniziavo antibiotico (prevedendo che sarebbe nata in breve tempo con un veloce travaglio) più ero tranquilla che la bimba non veniva contagiata (cosa che invece mi hanno spiegato poi che non era così pericolosa e probabile come credevo).

Arrivata in ospedale il mio pensiero fisso era “se non parte il travaglio qui non mi faranno induzione con ossitocina, che in vbac è pericolosa, e finirà in cesareo come il primo figlio” (il primo figlio era podalico e nessuno mi aveva proposto manovra di rivolgimento).

La sera mando a casa il marito sperando che l’avrei chiamato di correre giù in ospedale perchè il travaglio era partito. Invece non riesco a dormire, sono agitata, e il travaglio è bloccato. Alla visita mattutina la ginecologa di turno mi dice “ok, a 24/30 ore dalla rottura del sacco facciamo cesareo, che nel nostro protocollo non si fa ossitocina a vbac” a quella parola io vado in panico, mi sentivo in gabbia, tra le mani di un ospedale che mi aveva fatto già un cesareo (forse evitabile), il cuore mi andava a mille, volevo scappare, volevo rivivere il meraviglioso VBAC (IL MIO VBAC) vissuto 3 anni prima a Rimini. Così prendo il cellulare e seppur in lacrime, chiamo la sala parto di Rimini, mi risponde la ginecologa che mi aveva seguito la mia seconda gravidanza, mi riconosce, e mi dice “Alessandra stai tranquilla, autodimettiti e vieni qua che ti facciamo l’ossitocina”, e così mi si apre una speranza, ma devo prendere il coraggio per autodimettermi (cosa più facile a dirsi che a farsi)! Vado dalla ginecologa che stava terminando il giro visite, chiedo di parlarle, e l’aspetto. Esprimo la mia volontà di autodimettermi per andare a Rimini a fare ossitocina. Reagisce alzando la voce e prendendomi in giro “tu con le acque rotte decidi di autodimetterti, ma non farmi ridere” mi dice di seguirla che mi fa 2 gocce di ossitocina, io non sono d’accordo, se non era loro protocollo non hanno esperienza e non voglio rischiare (e sinceramente mi è anche passato per la testa che faceva finta di farmi ossitocina). Lei decide di chiamare mio ginecologo per convincermi, la situazione era sempre più difficile, non volevano mandarmi via, il tempo passava e io ero imprigionata e nel panico, invece quando gli dico che la mia intenzione è autodimettermi e andare a Rimini lui si sente ferito nell’orgoglio (credo) e si arrabbia, dicendomi che se io non mi fido di lui, lui non mi vuole, mi da il foglio delle dimissioni e mi invita ad andarmene!!! Beh ero in un bagno di lacrime, è stata molto difficile, ma finalmente potevo tirare un sospiro di sollievo e correre verso l’ospedale dei miei sogni! Psicologicamente ero a terra, fisicamente ero stanchissima, ma sapevo che il mio VBAC era sempre più vicino! Dopo le scartoffie del ricovero, dopo essermi sistemata in stanza, mi fanno andare in sala travaglio e parto per iniziare induzione, quando entro nella TOPAZIO (una delle 5 sale parto di Rimini, esattamente quella del mio primo VBAC) ho la certezza della mia futura e vicina riuscita!!!

Prima di iniziare l’induzione altro scoglio…l’anestesista! Vogliono farmi l’epidurale! Ma io non sono d’accordo!!! Non voglio essere medicalizzata, voglio sentire tutto come ho sentito per il precedente, non voglio correre il rischio di allungare il travaglio… E anche con l’anestesista piango! Certo che ne ho consumate di lacrime eh! Troviamo un compromesso: mi mette il catetere, per essere pronto ad un eventuale emergenza di cesareo, ma senza medicinale.

Così finalmente l’induzione può iniziare, 2 gocce che vengono aumentate ogni 40 minuti. Io avevo tracciato piatto e nessun dolore. Siamo arrivati alle ore 21! Alle 22 il tracciato inizia a segnare qualche curva, ma molto leggera. Alle 22.15 mio marito ordina pizza e coca cola per entrambi, alle 22.30  arriva, bevo un sorso di coca cola e inizio ad avere dei dolori così decido di non mangiare la pizza. Chiacchieriamo, scherziamo, e attendiamo.

Alle 23:05 la prima vera contrazione mooolto dolorosa! Mi faccio visitare e sono a 3 cm (come 2 mattine prima), ma dice che la bimba è incapucciata! Dopo poco sento un pizzicoré assurdo in vagina, l’ostetrica mi ri visita, sono a 7 cm, dice che la bimba sta collaborando benissimo, spinge e si muove come una pazza, vuole nascere entro la mezzanotte! Così io l’assecondo, da distesa (perchè è l’unica posizione nella quale riesco a sopportare il dolore e a controllarmi) tengo le gambe aperte cerco di rilassarmi, respiro tengo il respiro e butto fuori tutto, aiuto la mia bimba, collaboriamo benissimo insieme in questo viaggio, a differenza del precedente la sento e sento che siamo in perfetta sintonia, ho paura di lacerarmi di nuovo come il precedente (fatto sempre da distesa) ma l’ostetrica mi rassicura che non è detto che la posizione causa lacerazione… I dolori sono come non li ho avuti mai, incontrollabili, troppo troppo forti, sento di spingere, l’ostetrica mi dice di aspettare, ma io non riesco a non seguire il mio corpo e spingo, esce tutta la testa in un attimo, mi siedo per vederla, l’ostetrica continua a dirmi di aspettare, io intanto tocco la testa, arriva un’altra contrazione e ri spingo, seguendo naturalmente il mio corpo, esce tutta la bimba e la prendo sopra di me (l’ostetrica si stava ancora mettendo i guanti). E’ stato incredibile, ho fatto tutto da sola!!! Ancora più bello del primo, ancora più emozionante, molto più veloce, anche se più intenso!

La placenta esce con una spinta. Non potendo donare le cellule staminali del cordone ombelicale visto la rottura del sacco, lo streptococco e l’antibiotico, aspettiamo che smette di pulsare per il taglio.

Bimba 3.130 gr circonferenza cranica 34 cm.

Secondo vbac, con ossitocina, riuscito!!!

Arriva un’altra bella sorpresa: non mi sono lacerata per niente, non ho perso sangue, e dopo 2 ore in sala parto di contatto e relax mi sono alzata in piedi, borsa da una parte, bimba dall’altra, sono andata in camera, dicendo che sarei voluta andare il prima possibile a casa, anche subito 😂 come se non ho partorito (dico per davvero, il post parto non mi ha dato alcun dolore, al contrario del precedente)! La mattina successiva la pediatra dice che preferisce tenere bimba almeno 48 ore (avendo io lo streptococco positivo) e così non voglio andare contro il parere del medico e aspettiamo il sabato mattina per il rientro a casa, dopo lo screening.

Ti racconterò presto anche il post parto…

Ora ti lascio le foto che mi ritraggono nella gioia più grande, finalmente quello che doveva essere un cesareo poche ore prima si è rivelato il mio secondo meraviglioso parto naturale, e la foto dell’incredibile albero della vita rappresentato nella placenta!

Per concludere voglio darti dei consigli per la tua riuscita:

  • devi essere positiva, devi vederti/immaginarti nella riuscita
  • devi essere tranquilla, serena, fidarti del personale che ti segue
  • devi essere informata, potresti scrivere IL PIANO DEL PARTO (al link trovi il mio)

 

Ti lascio i link agli articoli che potrebbero interessarti:

 

Per quanto riguarda le LACERAZIONI (di cui avevo molta paura visto il precedente) nel mio caso ha inciso la grandezza del bimbo e il fatto di seguire e ascoltare il mio corpo e il bimbo, non ha inciso il massaggio del perineo ne la posizione di espulsione!

 

Se sei una mamma (o futura mamma) ti consiglio di leggere gli articoli nella sezione VITA DA MAMMA & CASALINGA (ho raccontato anche le mie gravidanze, il mio cesareo e il mio parto naturale dopo cesareo, e pubblicato liste scaricabili), pubblico RECENSIONI, e ti invito ad iscriverti alla COMMUNITY DI MAMME AMICHE in Facebook.

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2 pensieri riguardo “IL MIO SECONDO VBAC, una vittoria ancora più grande, la forza di una mamma non ha limiti!

  1. Ma che esperienza meravigliosa! Ho letto con piena partecipazione, l’ansia, il parto indotto, il travaglio con l’ossitocina (tremendo!!) e poi hai toccato la tua bimba mentre scivolava fuori … non ho parole, sono commossa e felicissima per te. Un ricordo che non ti lascerà mai. Bene arrivata piccola 🙂

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    1. Grazie infinite ❤️ si hai capito tutto quello che ho provato, il primo vbac bello ma questo ancora di più! Vivo il parto come un momento emozionante e meraviglioso, anche se doloroso, ne vale davvero la pena 😍😍😍

      Piace a 1 persona

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